Sono ormai passate alcune settimane da quando è partito il lockdown e siamo stati costretti a rimanere chiusi in casa, causa COVID 19, magari collegati con il mondo esterno solo attraverso gli smartphone o i nostri computer, che fosse per piacere, per lavoro o formazione.

Avevamo tempo e lo abbiamo impiegato al meglio pensando fosse opportuno spendere due parole con qualche studente dei nostri corsi del secondo anno (quelli che si apprestano a terminare il percorso) per capire come stavano vivendo la situazione e come questa stesse impattando sul loro percorso di studi.

Abbiamo scelto alcuni ragazzi del secondo anno del corso ITS Mastro Birraio di Torino in quanto, al momento delle interviste, erano fermi “ai box” proprio nel bel mezzo del loro periodo di stage, il periodo che loro stessi definiscono (per diversi motivi) più importante di tutto il percorso. 

Siamo partiti da due semplici domande anche se il piacere della conversazione ci ha subito portato ad affrontare in maniera competente diversi altri argomenti consentendoci di riflettere sulla qualità e la preparazione dei nostri studenti.

Il piccolo campione intervistato, rappresentato da Matteo, Edoardo e Dario, è formato da studenti con provenienze di studi, motivazioni e obiettivi professionali diversi che sono uniti però dalla passione per la birra, pregressa o acquista durante il corso.

Questa passione li ha portati  a fare un’esperienza unica, un viaggio in questo mondo a 360 gradi fatto di tanta teoria ma altrettanta pratica: una conoscenza che, per citare Matteo, “non è rimasta chiusa nei quaderni”.

Siamo certi che ogni studente soddisfatto del percorso fatto sia il nostro miglior ambassador e, nel rinnovare a tutti i ragazzi in uscita i nostri migliori auguri per l’esame ed il futuro lavorativo, vogliamo condividere attraverso questi brevi scambi il senso di un’ esperienza ITS oltre alle ormai consolidate opportunità che offre. 

Dicevamo due domande…

  • raccontaci un aneddoto, un’esperienza importante che hai fatto durante il tuo percorso di studi.
  • qual è, secondo te, il valore aggiunto del tuo corso o più in generale dell’ITS?

….. ed ecco come ci hanno risposto:

Matteo Belgiovine:

” mah, ….più che un aneddoto particolare credo sia più opportuno considerare l’esperienza nel suo complesso. Io arrivo al corso da Mastro Birraio senza una pregressa conoscenza del settore, piuttosto per curiosità e c’ho scommesso su, così ho scoperto un mondo che mi ha appassionato ogni giorno sempre di più …  e credo che questo sia in primis grazie al format del corso che ti dà l’opportunità di apprendere facendo, e la teoria (tra l’altro trasferita con semplicità) non si traduce in appunti che rimangono chiusi nei quaderni, li pratichi.

… Ovviamente poi le esperienze interessanti sono state molteplici e di livello: la possibilità di conoscere i birrifici, di fare le visite in azienda, di mettere le mani in pasta. Chiaramente lo stage è un periodo in cui impari molto, sul campo, è forse il momento più importante e, per quanto ho potuto viverlo, sono davvero rimasto molto soddisfatto di come ho potuto mettermi alla prova in modo attivo nei settori di mio interesse, trovandomi subito bene ed a mio agio”

Il valore aggiunto del corso? Forse più di uno: intanto, di fondo, la pragmaticità del tutto, un ‘impostazione che forse è la più adatta per me, che mi ha “attivato”!

Poi, come dicevo anche prima, il rapporto / la presenza delle aziende. Un percorso che porta vantaggio a tutti: agli studenti per una preparazione di livello e alle aziende che riconoscono le competenze e ci apprezzano. Proprio nei giorni scorsi ci siamo confrontati tra compagni sugli stage e di quanto le aziende vorrebbero che tornassimo a dar loro una mano: questo è gratificante.

Ho scoperto un mondo nuovo, validissimo, tant’è che ho consigliato a molti di fare questa esperienza, così anche a mio fratello che ora fa il primo anno del corso Gastronomo a Torino ed è felicissimo.

Edoardo De Giuli

“Ero da poco in stage presso il birrificio la Busa dei Briganti a Padova, che sarebbe diventata di lì a breve zona rossa, quando, in occasione di una cotta per una collaborazion beer, sono stato chiamato dalla birraia per supportarla alla scelta di alcuni ingredienti particolari per la ricetta.

Purtroppo lei era molto raffreddata e quindi mi ha chiesto di descriverle tecnicamente, dal punto di vista del profilo sensoriale, aromatico, alcune materie prime: una bella sfida ed una bella responsabilità che però mi ha permesso di essere protagonista e di “metter mani” nella ricetta.

La birraia del birrificio, ex insegnante ADB, è rimasta molto colpita dal grado di preparazione che fornisce la nostra scuola e quindi si è affidata a me, e questo mi ha reso molto orgoglioso, orgoglioso di essere stato all’altezza dei compiti richiesti, del percorso fatto, di cosa il corso è riuscito a trasmettermi. 

Questo è sicuramente un aneddoto tra i tanti ma penso sia significativo. 

Così anche l’esperienza fatta alle fiere come il Beer Attraction di Rimini quando diamo supporto alle aziende dietro alle spine degli stand dei più importanti birrifici italiani ottenendo grandi apprezzamenti. Sono soddisfazioni.

Arrivo da un percorso di scuola alberghiera, ho fatto un po’ di esperienza in cucina ma ho capito che non era il posto giusto per me. La birra, che da sempre mi piace, è stata una scoperta incredibile ed in particolare la produzione è la tematica che più mi affascina.

Ma credo che il valore aggiunto del corso sia proprio la conoscenza, la formazione che ti viene trasmessa; in due anni tocchi tutte le materie principali e lo fai al meglio, approfonditamente in tutti i settori, dalla materia prima alla produzione alla degustazione, ecc.

Questo ti permette di avere in mano quel sapere che ti dà la giusta sicurezza in quello che fai: hai consapevolezza. Oggi se voglio fare una birra so cosa cerco e come posso realizzarlo in maniera autonoma. 

Anche lo stage è una delle peculiarità importati del corso: impari sul campo. L’ITS è una scelta giusta, una via di mezzo tra il lavoro e l’università. L’ho consigliato anche ad amici.

Dario Rosso

“Difficile individuare un singolo evento su tutti. Ovviamente lo stage è un momento importantissimo che a me ha dato molto.

Davvero un’occasione di “apertura mentale”. Ero da Croce di Malto, birrificio del novarese, un mesetto circa prima di essere bloccato; ho imparato tanto su più fronti grazie alla disponibilità di Alessio e Federico del birrificio che mi hanno trasferito ogni loro conoscenza per fare al meglio la mia esperienza in azienda.

Stare sul campo, “in bottega” è fondamentale e anche se mi è costato qualche sacrificio per frequentare questo stage l’ho fatto davvero con tanto entusiasmo perché ne intravedevo il senso, il valore. 

Il punto di forza del corso è il corso stesso, il suo modus operandi, è nella qualità della formazione erogata sui molteplici aspetti dell’argomento birra, è  sulla qualità della docenza fatta da professionisti del mestiere e di mestiere, capaci di farti assorbire la parte teorica calandola perfettamente nel contesto pratico: questo ti porta non ad un ascolto passivo bensì ad un percorso partecipato.

Due docenti in particolare mi hanno dato molto, non solo in termini di competenze ma anche dal punto di vista umano e grazie a loro credo di essere riuscito a fare un salto di qualità dal punto di vista professionale.  

Questo corso ti porta a scoprire molto, ne comprendi a fondo il valore dell’esperienza, ti sprona ad interessarti e ad attivarti, a varcare una soglia per poi andare avanti da solo.

Il corso è solo l’inizio ….

…..anche per chi, come me, già lavora nel settore.

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